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IL TREKKING LAUGAVEGUR IN ISLANDA

di Fabrizio Paravisi - Ultimo aggiornamento: 2017-04-01

Introduzione

Il Laugavegur (o Laugavegurinn) è considerato il trekking più popolare d'Islanda e National Geographic l'ha inserito fra i più belli al mondo, da percorrere almeno una volta nella vita.
Lungo 55km collega Landmannalaugar a Þórsmörk e offre un affascinante intreccio di paesaggi variegati: da montagne multicolore a deserti di sabbia vulcanica, valli verdeggianti ed imponenti ghiacciai.
E' possibile aggiungere due giorni al trekking ed arrivare fino a Skógar, passando per la zona chiamata Fimmvörðuháls a due passi dal vulcano Eyjafjöll, la cui eruzione ha bloccato i voli di mezza europa nel 2010.
In questo articolo ho raccolto tutte le informazioni necessarie per organizzare il viaggio, come prenotare gli alloggi, come spostarsi, quale attrezzatura portare e molti consigli utili.

Informazioni sul trekking

Laugavegur

Il sentiero classico da Landmannalaugar a Þórsmörk è lungo 55km e può essere percorso comodamente in 4 giorni. Non ci sono difficoltà tecniche da affrontare, le avversità sono legate principalmente alle condizioni meteo: una semplice passeggiata può diventare un incubo senza la giusta attrezzatura. Occorre essere pronti a qualsiasi cosa: pioggia incessante, vento fortissimo, neve e nebbia fitta.
Le tappe sono le seguenti (in grassetto il luogo del pernottamento):

  • Landmannalaugar -> Hrafntinnusker (12 km, 4-5 h , +470 m)
  • Hrafntinnusker -> Álftavatn (12 km, 4-5 h , +490 m)
  • Álftavatn -> Emstrur (15 km, 6-7 h , +40 m)
  • Emstrur -> Þórsmörk (15 km, 6-7 h , +300 m)

Ovviamente il percorso può essere effettuato anche in senso contrario. Se dovete prendere l'aereo subito dopo il trekking vi consiglio di farlo da nord a sud. Þórsmörk e Skógar si raggiungono più facilmente coi mezzi, in caso di maltempo a volte capita che la strada per Landmannalaugar venga interrotta, soprattutto a inizio e fine stagione.

Islanda Laugavegur

Fimmvörðuháls

Fimmvörðuháls è un'area situata fra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull, dove passa una delle rotte più popolari d'Islanda: il trekking che collega Skógar a Þórsmörk . La lunghezza totale del percorso è di circa 25km con un dislivello positivo di 1000mt, puo essere spezzato in due giorni dormendo in uno dei due rifugi sul ghiacciaio.
Le tappe sono le seguenti:

  • Þórsmörk -> Fimmvörðuháls (13 km, 4-5h, +1000mt)
  • Fimmvörðuháls -> Skógar (12km, 4-5h )

Da tenere in considerazione

  • Cambi di clima repentini: sole, pioggia, fitta nebbia , venti fortissimi e neve
  • La temperatura può variare da -5 a 20°C
  • E' necessario un abbigliamento impermeabile, rischio ipotermia
  • La tenda deve essere impermeabile e resistente alle intemperie
  • E' utile portare un GPS con la traccia da seguire
  • I rifugi aprono da fine giugno a inizio settembre
  • I rifugi non vendono cibo, bisogna portare tutto il necessario
  • Chi dorme al rifugio può utilizzare la cucina attrezzata, pentole, piatti etc
  • Servizi e docce sono disponibili a pagamento in quasi tutti i rifugi
  • La spazzatura può essere lasciata solo alla fine del trekking
  • Il sacco a pelo è necessario anche al rifugio, niente lenzuola o cuscini
  • Presso i rifugi c'è acqua corrente potabile
  • Chi campeggia può usare i servizi del rifugio, tranne la cucina

Traccia GPS

Consiglio di scaricare la traccia gps da utilizzare in caso di bisogno, potete importarla su dispositivi GPS (Garmin e affini) oppure sullo smartphone tramite applicazioni come OruxMaps.
Per le mappe offline di solito utilizzo l'applicazione maps.me, ci sono tutti i rifugi e si possono aggiungere ai preferiti. Anche OruxMaps funziona molto bene: basta importare la traccia, attivare l'applicazione e una voce avvisa se siete fuori percorso.
Se viaggiate in Giugno quando c'è ancora neve lungo il trekking, il GPS diventa quasi obbligatorio perchè non è possibile vedere bene la traccia, soprattutto in caso di maltempo.
A questo link potete scaricare la traccia GPS dell'intero trekking.

Se utilizzate lo smartphone vi consiglio di portarvi una batteria esterna, a questo proposito consiglio questo dispositivo che funziona bene. Se volete ancora più autonomia allora prendete questo modello, ma è ovviamente è più ingombrante e pesante. Io avevo quest'ultimo ed è durato tutto il trekking, circa 7 cicli di ricarica.

Organizzare il viaggio

Autobus e trasporti

Prima di prenotare il volo (ed eventualmente i rifugi) è necessario verificare se il servizio bus è attivo nei giorni di partenza ed arrivo del trekking.
Consiglio di consultare il sito di Reykjavík Excursions, la società che copre la maggior parte delle tratte in Islanda, sotto il menu "Iceland on your own" si puo effettuare la ricerca. La linea Reykjavík - Landmannalaugar è attiva generalmente da metà giugno a metà settembre, ma la data di partenza può essere posticipata in base alle condizione della strada. Per rimanere aggiornati consiglio di consultare le pagine facebook che ho inserito in "link utili".
L'ideale è effettuare il trekking in Luglio/Agosto, in modo da ridurre i rischi nel caso di un inverno particolarmente nevoso.
Sul sito è possibile prenotare le singole corse (giorno/ora) oppure acquistare un biglietto "passport hiking". Quest'ultimo dà diritto ad un viaggio a/r, "open" per quanto riguarda giorno e ora, sulle tratte che collegano Reykjavík con i sentieri di trekking Laugavegur e Fimmvörðuháls. Consiglio di acquistare i biglietti/passport online prima di partire, subito dopo aver preso il biglietto aereo.
Gli autobus partono dalla stazione di Reykjavík che trovate qui sulla mappa, noi abbiamo trascorso la notte lì perchè siamo atterrati all'1 di mattina e la partenza dell'autobus era alle 8.

Dall'aeroporto al centro di Reykjavík

Il modo più comodo ed economico per raggiungere la capitale è prendere una navetta. Consiglio di utilizzare il servizio Flybus di Reykjavík Excursions, la navetta parte 45 minuti dopo ogni volo e raggiunge la stazione degli autobus in meno di un'ora. Pagando una cifra aggiuntiva è possibile farsi accompagnare fino al proprio hotel (consultare la lista di quelli coperti dal servizio) A/R 4000 ISK

Dove lasciare i bagagli durante il trekking

Se cercate un posto dove lasciare i bagagli durante il trekking, le alternative sono due: guesthouse o lockers. Se pernottate in una guesthouse dopo il trekking, potete chiedere al proprietario se vi tiene i bagagli, in alternativa potete utilizzare i lockers in aeroporto o al parcheggio delle auto in centro a Reykjavík.
Ci sono dei lockers anche alla stazione degli autobus ma il deposito massimo è di 24h.
A questo link trovate tutte le informazioni

Dormire a Reykjavík

Se dovete dormire a Reykjavík a buon prezzo c'è il Reykjavík City Hostel da dove fanno tappa alcune corse dei bus verso i principali trekking, prenotabile a questo link.
Consiglio inoltre di verificare tramite i classici siti di ricerca quali booking, airbnb, i prezzi delle guesthouse, potrebbero avere prezzi inferiori rispetto all'ostello se viaggiate in gruppo.
Noi abbiamo trovato una quadrupla presso la igdlo guesthouse poco lontano dalla stazione degli autobus, al costo di 32€ a testa. La posizione è ottima per visitare il centro, la camera era spaziosa e pulita, come anche i bagni in comune. Caffe e the per la colazione sono gratuiti a disposizione degli ospiti, c'è una sala colazione/pranzo dove ognuno puo consumare il proprio pasto.

Islanda Laugavegur

Dove dormire durante il trekking

Rifugi

Rifugi del Laugavegur

La maggior parte dei rifugi che si trovano lungo il percorso sono gestiti dalla Ferðafélag Íslands (FI) e sono aperti da fine giugno a fine agosto. I posti sono limitati e per questo motivo è necessario effettuare la prenotazione diversi mesi prima, io consiglio di farlo non più tardi di gennaio/febbraio.
Per prenotare è necessario mandare una mail all'indirizzo fi@fi.is, specificando il nome del rifugio, giorno del pernottamento e numero di persone. Se la disponibilità è confermata occorre pagare in anticipo tramite carta di credito, mediante un link sicuro che viene inviato via posta elettronica. Il costo del pernottamento è di circa 55€ a notte, non viene offerto alcun servizio di ristorazione ma è possibile utilizzare la cucina attrezzata. E' necessario portare anche il sacco a pelo, perchè lenzuola e federa non sono incluse.
I rifugi lungo il Laugavegur sono i seguenti, da nord a sud:

  • Landmannalaugar
  • Hrafntinnusker
  • Álftavatn*
  • Hvanngil*
  • Emstrur (Botnar)
  • Þórsmörk (Langidalur)

* questi due rifugi distano pochi chilometri l'uno dall'altro, quindi va prenotato solo uno dei due. Consiglio Álftavatn molto bello di fianco al lago.

Þórsmörk (Thorsmork) è la base per numerosi percorsi di trekking di un giorno e si raggiungere più facilmente rispetto a Landmannalaugar. Per questo motivo alcuni escursionisti scelgono di dormire a Þórsmörk per più giorni consecutivi. Oltre al rifugio indicato in precedenza ci sono anche queste due alternative:

  • Húsadalur, gestito da Volcano huts, offre anche camere private, ristorante ed una spa con piscina e sauna. Le camere vanno prenotate tramite il sito Volcano Huts
  • Básar, gestito da Utivist, è un rifugio più economico rispetto ai precedenti (35€ a notte) e va prenotato mandano una mail a utivist@utivist.is.
islanda laugavegur

Rifugi del Fimmvörðuháls

Se effettuate il trekking Skógar-Þórsmörk consiglio di pernottare in uno dei due rifugi nell'area di Fimmvörðuháls. C'è spesso forte vento, neve ed il terreno è piuttosto brullo, quindi la tenda è sconsigliata. I due rifugi sono gestiti sempre dalla Ferðafélag Íslands:

  • Fimmvörðuháls hut
  • Baldvinsskali

Io ho dormito in quest'ultimo e dista circa 1km dal precedente , in direzione Skógar. La struttura è molto carina, ci sono fornelli per cucinare, taniche d'acqua potabile e stufa per riscaldare l'ambiente. Quando arrivate vi consiglio di mettere subito il sacco a pelo sul materasso per occuparlo, i migliori sono quelli ai bordi della scala.
Con 500 corone è possibile utilizzare i servizi del rifugio (cucina, acqua, tavoli) ma non pernottare, utile se siete di passaggio e volete solo scaldarvi un attimo.

Tenda

L'alternativa al rifugio è la tenda, noi abbiamo scelto questa opzione. E' possibile campeggiare solamente nei pressi dei rifugi pagando circa 13€ a persona, lungo il resto del percorso è vietato. E' possibile pagare anche tramite carta di credito.
E' necessario munirsi di una tenda impermeabile e relativamente robusta, che resista al forte vento e alle intemperie. Va bene una 3 stagioni perchè durante l'estate non fa eccessivamente freddo, io ho utilizzato una CAMP Minima SL 3. A mio avviso è una tenda fantastica, la versione 3 posti pesa solo 2kg, si monta velocemente e la qualità dei materiali è ottima.
Se viaggiate in 2 consiglio di utilizzare la tenda da 3 posti, in modo da poter mettere all'interno anche i bagagli. I rifugisti in Islanda non sono affatto disponibili a far entrare nel rifugio chi campeggia, quindi se il tempo è brutto dovrete passare molto tempo in tenda.
In alternativa potete utilizzare la versione da 2 posti ed acquistare una sacca stagna dove inserire lo zaino, così facendo potrete lasciarlo all'esterno senza che si inzuppi.

Tenda Camp Minima SL3 Islanda

Cosa portare

Abbigliamento

L'abbigliamento è il classico a cipolla per il trekking, in modo da spogliarsi e rivestirsi in caso di un repentino cambio climatico. Consiglio di utilizzare materiale sintetico che si asciuga velocemente e non si inzuppa, assolutamente da evitare jeans e altri pantaloni in cotone.
Durante il cammino ho sempre indossato la sola t-shirt ed il guscio impermeabile, camminando ci si scalda e comunque le temperature non sono troppo basse. Durante la sosta indossavo il pile con guscio o piumino.
Di seguito una lista degli indumenti da portare:

  • Pantaloni da trekking, ho portato quelli pesanti, in alternativa consiglio quelli leggeri + calzamaglia
  • Micropile
  • Magliette, io preferisco quelle in cotone
  • Piumino leggero, di quelli che si comprimono e occupano poco spazio
  • Guscio antivento/impermeabile, direi che è indispensabile. Io ho questa della Millet
  • Panta kway, se piove molto sono indispensabili per non inzupparsi i pantaloni
  • Calzini da trekking, io ne ho portati un paio al giorno
  • Poncho, per proteggersi se piove molto, non è comodo da indossare con lo zaino, prendetelo di scorta oltre al materiale elencato in precedenza. A questo proposito ho scelto questo modello
  • Guanti leggeri (meglio se impermeabili) e berretta
  • Ghette, nel caso ci sia neve e comunque per riparare gli scarponi dalla pioggia, in modo che non entri all'interno.
  • Salvietta in microfibra, a questo link ne trovate una funzionale e leggera

Attrezzatura

Di seguito un elenco dell'attrezzatura che ho portato con me, ho aggiunto qualche commento e link utili per reperire il materiale.

  • Tenda, la mia la trovate a questo link
  • Sacco a pelo, se dormite in tenda prendetene uno con temperatura comfort di 0°, se dormite in rifugio va bene anche più leggero. Consiglio questo modello
  • Scarponi da trekking, devono essere impermeabili in goretex, non devono essere nuovi ma vanno "rodati" prima di partire. Io ho utilizzato i Meindl Kapstadt GTX, sono leggerissimi, comodi e robusti, li consiglio vivamente
  • Bastoncini da trekking, non sono indispensabili ma sono utili per scaricare il peso sulle braccia e per guadare i fiumi
  • Fornelli da campeggio, in aereo non è possibile imbarcare bombole di gas butano, quindi vanno prese necessariamente sul posto. Noi abbiamo noleggiato fornellino ed acquistato una bombola di scorta tramite il sito ICE, è possibile ritirare la merce noleggiata anche di notte. Inoltre potete comprare bombole di gas al centro informazioni che c'è alla stazione degli autobus (chiuso di notte), oppure alle stazioni di benzina N1. Le bombole hanno valvola Lindal con filettatura 7/16 NS (EN417). Ho contattato il rifugio Landmannalaugar (Marzo 2017) mi hanno risposto che in estate vendono le bombole di gas e mi hanno inviato questa foto. Dall'Italia potete quindi portarvi il fornellino, da attaccare alle bombole acquistate in loco.
  • Pentolame da campeggio, noi avevamo quelle prese alla decathlon in alluminio, buon rapporto qualità prezzo ma si fa un po fatica a pulirle. In alternativa mi hanno consigliato questo modello, che si pulisce anche piu facilmente.
  • Stuoia per campeggio, da mettere sotto la tenda per proteggerla da terreni sconnessi, io ho questa ma non l'ho utilizzata
  • Materassino, se dormite in tenda è indispensabile, separa il corpo dal terreno e si dorme meglio, soprattutto su terreni duri e sconnessi. Io ne ho usato uno simile a questo
  • Borraccia o sacca d'acqua, per bere durante il cammino e cucinare
  • Sacchetti impermeabili, per proteggere i documenti e materiale elettronico dall'acqua, bastano i classici "sacchetti a gelo" per il freezer
  • Sandali o scarpette da scoglio, da utilizzare per guadare i fiumi e quando fate la doccia nei rifugi. Io ho usato queste da piscina completamente in gomma, che non si inzuppano. Portatevi uno straccio/salviettina per asciugare i piedi prima di rimettere gli scarponi
  • Cerotti per le vesciche
  • Spago, per aggiungere ancoraggi alla tenda, principalmente su sassi
  • Salviettine detergenti, per la pulizia se non c'è la doccia, vendono anche quelle disinfettanti
  • Qualche farmaco come antidolorifici, antinfiammatori
  • Ramponi, nel mio caso non erano necessari, contattate SafeTravel.is per sapere se è meglio portarli oppure no. In genere non servono, ma dipende dal periodo e dalle condizioni/quantità della neve di anno in anno
islanda laugavegur

Cibo

Per risparmiare spazio e peso è necessario utilizzare prodotti liofilizzati, le buste di riso e pasta tipo knorr sono l'ideale. Sono comode e veloci da preparare, bastano pochi minuti di cottura e il piatto è pronto. Consiglio inoltre di portare barrette energetiche, mix di frutta secca, salamini e formaggio sottovuoto, cioccolato e biscotti. E' indispensabile portare tutto da casa perchè i prezzi in Islanda sono molto alti ed inoltre i rifugi lungo il percorso non vendono cibo.

Link utili

Safe Travel, la versione islandese del nostro "viaggiare sicuri"
Meteo Islanda
Ferðafélag Íslands
Reykjavík Excursions
Lockers a Reykjavík
Pagina Facebook del Laugavegur
Pagina Facebook del Landmannalaugar

Diario di viaggio

1° Da Landmannalaugar a Hrafntinnusker

Dopo 4 mesi di attesa finalmente l'Islanda. Al check-in lo zaino pesa quasi 20kg, forse era meglio lasciare a casa qualcosa, come il cavalletto da 1.5kg ed il secondo obiettivo! So che gli appassionati di fotografia mi capiranno, è impossibile lesinare sull'attrezzatura fotografica. In compenso ho un sacco a pelo piccolissimo e leggero, tanto non farà troppo freddo. Spero.
Atterriamo a Keflavík all'1 del mattino, ritiriamo i bagagli e prendiamo la navetta che ci porterà alla stazione degli autobus (BSI) di Reykjavík. Il cielo è terso ed il sole di mezzanotte dipinge l'orizzonte di colori caldi, un mix fra alba e tramonto, in questo periodo dell'anno non fa mai completamente buio.
La sala d'attesa della BSI è piccola e riscaldata, ci sono delle panche di acciaio dove sedersi, alcune delle quali trasformate in brande dai turisti. La biglietteria di Reykjavik Excursion è aperta 24h/24, gli altri negozi (bar, centro informazioni, noleggio auto) sono chiusi e fanno i classici orari di ufficio.
Andiamo in centro a ritirare le bombolette di gas al negozio "iceland camping equipment", c'è una saletta sempre aperta dove ritirare e depositare il materiale. La temperatura fuori è intorno ai 10° e c'è una leggera brezza, sono ormai le 4 di mattina e c'è luce come se fosse giorno.
Tornati alla stazione cerco di dormire sdraiato sulle panche, ma non è semplice, ho una barra di ferro conficcata nel fianco e un vento gelido mi colpisce ogni volta che qualcuno apre le porte d'ingresso.
Poco prima delle 8 arriva puntuale l'autobus che in 4 ore ci porterà a Landmannalaugar, il luogo di partenza del trekking. Il mezzo è stipato di turisti, c'è chi si concede un viaggio in giornata e chi come noi inizia il Laugavegur, per capirlo basta guardare la dimensione degli zaini!
Lungo il tragitto una voce registrata racconta alcune curiosità sui luoghi che stiamo attraversando, il timbro ricorda i documentari in tv e concilia il sonno alla grande! I paesaggi sono incredibili e completamente diversi da quelli che ho visto finora nel mondo, come dice la voce narrante: "...Siete mai stati sulla luna?... ". Distese di lava pietrificata, deserti di sabbia nera, colline ricoperte di muschio e neve, è difficile staccare gli occhi dal finestrino. E' come ritornare bambino, quando scopri un posto nuovo.
Alle 12 circa arriviamo a destinazione, un vasto altopiano circondato da spettacolari montagne multicolore di riolite, che attirano centinaia di turisti ogni giorno. E' difficile spiegare la bellezza di questo luogo, la ricetta potrebbe essere la seguente: prendete un secchio, versateci dentro un mix di tempere dai colori caldi e svuotatelo sulle montagne, aggiungete un mare di lava, un pizzico di fumarole, neve, impastare bene ed infornate per qualche secolo! Ecco pronto il Landmannalaugar!! Per chi vuole trascorrere qualche giorno in questo paradiso, c'è un rifugio che può ospitare fino a 80 persone, inoltre è possibile campeggiare nelle zone limitrofe.

  • Panorama alla partenza del sentiero

  • Visuale su Landmannalaugar lungo i primi metri del sentiero

  • La vallata salendo

  • Le montagne attorno

  • Molta gente sale lungo il sentiero

  • I mille colori del Landmannalaugar

  • Le montagne multicolore lungo il sentiero

  • Panorami epici

  • L'enorme colata lavica vista dall'alto

  • Montagne zebrate

  • Lago fra le montagne

Un vento gelido investe la valle, è fastidioso ma utile: allontana le nuvole che lasciano spazio a chiazze di cielo azzurro. Prima di partire per il trekking facciamo una rapida visita alle pozze d'acqua termale vicino al rifugio, dove alcuni turisti si stanno rilassando. Non ci sono spogliatoi ma bisogna cambiarsi nei pressi di un porticciolo, riparandosi con l'asciugamano.
Pronti, via! Si parte finalmente per il Laugavegur! Il sentiero si snoda su di una colata lavica ormai pietrificata, man mano si sale la vista si allarga su tutto l'altopiano, regalando scorci davvero incredibili e spettacolari. Rimango incantato dallo scenario che mi si presenta davanti, tanto che il peso dello zaino e la fatica passano subito in secondo piano. Se avete intenzione di visitare l'Islanda non potete perdervi questo luogo.
Il sentiero si inerpica attraverso le colline multicolore, fra fumarole e striature di neve, che creano un effetto "zebrato" sulle valli circostanti. Man mano saliamo il vento si fa sempre più forte, la temperatura è intorno allo 0° e bisogna attraversare alcuni altopiani ricoperti di neve.
Dopo poche ore di cammino raggiungiamo il rifugio Hrafntinnusker, il vento soffia fortissimo e inizia a nevicare leggermente.
Siamo fra i primi ad arrivare e quindi possiamo scegliere dove posizionare la tenda, sfruttando alcuni muretti di pietre costruiti dagli escursionisti che ci hanno preceduto. Decido di aggiungere altre pietre al muretto, in modo da creare una solida barriera per proteggere la tenda dal vento, che montiamo velocemente su di un terreno duro e sabbioso.
Per campeggiare è necessario versare una quota al gestore, viene poi fornito un adesivo da incollare su uno dei tiranti della tenda. Mentre pago do uno sguardo all'interno del rifugio: è piccolo ma accogliente, a differenza di quelli italiani solo chi pernotta presso la struttura può accedere. All'esterno ci sono i bagni pubblici con lavandini e water "a caduta", l'odore che si spande è nauseabondo. Siamo in cima ad una montagna in una zona artica, non bisogna aspettarsi nulla di meglio.
Sfidando il vento gelido cuciniamo le nostre prime buste "pasta e fagioli", il risultato è alquanto pessimo, aggiungere acqua "a occhio" non sempre funziona a dovere...
Ormai stanchi andiamo a dormire in tenda e mi rendo conto che forse sono stato un po troppo "allegro" con la scelta del sacco a pelo. La temperatura fuori è scesa sotto zero e mi tocca dormire completamente vestito, con tanto di pile, piumino e berretta di lana! Fa un freddo cane anche per via del forte vento, prendere sonno è un'impresa. Magari la prossima volta lascio a casa il cavalletto e mi porto il sacco a pelo invernale!!

  • Uno dei punti piu spettacolari del sentiero

  • Passaggio fra neve e fumarole

  • Ogni tanto compare del muschio

  • Il rifugio Hrafntinnusker

  • La valle del rifugio

2° Da Hrafntinnusker a Álftavatn

Sono le 8 di mattina e devo ammettere che dopo la nottata passata "al fresco" non vedo l'ora di riprendere il cammino. Il vento è calato, il cielo è nuvoloso ma fortunatamente non piove. Smontiamo velocemente la tenda e dopo una tappa al rifugio riprendiamo il sentiero in direzione Álftavatn.
Il percorso è un continuo sali scendi fra le colline che compongono la vallata, ci sono fumarole e pozze d'acqua che ribollono a testimonianza dell'attività vulcanica nella zona. L'odore di solfuro di idrogeno (uova marce) è una costante e mi riporta alla memoria il piccolo paese "Yunomine Onsen" nella regione di Kumano in Giappone, attraversato da un fiume d'acqua termale.
Dopo circa 1h30 di cammino si apre davanti a noi un panorama completamente diverso, un'immensa vallata verde ricca di laghi, fiumi e montagne. Come se dalla luna stessimo tornando sulla terra, nel luogo in cui la vita si sta ricavando dello spazio fra il fuoco e la lava.
Il sentiero scende ripidamente ed il terreno diventa più simile a quello delle alpi, rocce e terra rendono la discesa un po insidiosa, infatti in men che non si dica scivolo e deve fare un numero alla moonwalk di Michael Jackson per restare in piedi.
Il fondo della valle è caratterizzato da piccoli fiumi fiancheggiati da erba e muschio verdissimo, probabilmente quando la vita ha iniziato a svilupparsi sulla terra il paesaggio era molto simile a questo. E' un po come tornare indietro nel tempo.
Una leggere pioggia ci accompagna mentre percorriamo l'ultimo chilometro prima del rifugio, facciamo appena in tempo a montare la tenda che inizia a diluviare! Tempismo perfetto!

  • La prima parte del sentiero, fra vallate ricoperte di neve

  • Punto panoramico sulla valle

  • Numerose le fumarole lungo il tragitto

  • Ambiente dai colori incredibili

  • Una ragazza incantata dai colori del terreno

  • Dettaglio del terreno

  • Il panorama cambia, in fondo la nostra meta

  • La vegetazione comincia a nascere

  • Muschio fluorescente, è davvero così!

  • La valle verso il rifugio

  • Passaggio acrobatico

Álftavatn è molto carino, ci sono diversi edifici collegati fra loro da passerelle in legno: dormitori, bagni, casa dei gestori, in un contesto paesaggistico davvero affascinante, proprio di fianco all'omonimo lago.
Approfittiamo della pioggia per schiacciare un pisolino di qualche ora e al nostro risveglio il cielo è completamente privo di nubi. Il paesaggio cambia completamente con il sole, davvero epico. Investo 500 corone per fare una doccia, basta pagare al gestore la quota e viene fornito un codice per attivare l'acqua calda, per un massimo di 5 minuti. Attendo in coda il mio turno e mi fa compagnia una guida islandese, che sta accompagnano alcuni turisti lungo il Laugavegur. Ci sono tour organizzati che prevedono la cena in rifugio e anche il trasporto bagagli, lui si occupa di guidare i partecipanti lungo il sentiero. Mi spiega come si sviluppa il percorso, che il panorama cambia ogni giorno e rende il trekking molto vario e di un fascino unico al mondo. Questa cosa l'ho già notata nei primi due giorni di cammino!
La doccia bollente è un vero toccasana per i muscoli e per rilassarsi dopo due giorni di cammino, soldi ben spesi!! Faccio qualche fotografia nei dintorni prima di mangiare e andare nuovamente a dormire. Il clima qui è decisamente più mite e nonostante il freddo riesco comunque a mantenere una temperatura corporea accettabile, posso permettermi il lusso di non indossare la berretta! ;)

  • Le tende ad Álftavatn

  • Altri escursionisti montano la tenda

  • Luogo magico

  • La montagna vicino al rifugio, la si puo salire

  • Il sole di mezzanotte al lago

3° Da Álftavatn a Emstrur

Durante la notte ha ripreso a piovere e sembra non aver alcuna intenzione di smettere. Fortunatamente durante la mattinata madre natura ci regala alcune pause, utili per smontare la tenda e preparare lo zaino.
Partiamo in tenuta impermeabile e dopo pochi minuti di cammino il tempo sembra essere dalla nostra parte: la pioggia si ferma ed il cielo diventa più luminoso. Superiamo una piccola collina e raggiungiamo il nostro primo guado: l'acqua non è molto alta quindi basta sollevare i pantaloni sopra il ginocchio e mettere le scarpette da scoglio per non scivolare. Entro per primo, l'acqua è gelida e "l'urlo" è automatico, ma poi mi abituo... o forse semplicemente ho perso la sensibilità ai piedi. Raggiunta la sponda opposta mi asciugo e mi rimetto gli scarponi, pronto per immortalare i miei compagni alle prese con la prima traversata!
In breve tempo raggiungiamo il rifugio Hvanngil posto nei pressi di una spettacolare colata lavica, con alcune placche lisce che fuoriescono dal terreno e recinti naturali di pietra vulcanica. La traccia continua attraverso una sorta di deserto di sabbia nera, abbastanza desolante ma molto spettacolare. Le uniche forme di vita sono delle piantine di fiori che miracolosamente riescono a sopravvivere. La cosa particolare è che c'è più verde sui pendii delle montagne, dato dalle macchie di muschio, che sull'altopiano.
In lontananza vedo un gruppo di persone ferme nello stesso punto, il motivo è semplice: un altro guado! Questa volta però l'acqua è più alta e la corrente al centro sembra tirare un pochino, infatti chi ci precede sta avendo qualche difficoltà a passare dall'altra parte.
Mi metto in mutande, indosso le scarpette e mi lancio anche io in balia della corrente! Chiaramente l'acqua è gelida, ad ogni passo punto bene le bacchette in modo da non perdere l'equilibrio. In teoria bisognerebbe attraversare il fiume in obliquo a favore della corrente, io ovviamente faccio il contrario. L'acqua che scorre vicina disorienta lo sguardo, genera quasi un effetto "svarione", cerco di non fissarla ma di puntare la riva opposta. E' fatta, per questa volta niente bagno!!

  • Il rifugio Hvanngil

  • Sentiero fra il verde, ma a breve cambierà di nuovo

  • Sentiero fra la lava

  • Fiume e piccole cascate

  • Il secondo guado, il tempo migliora

  • Il deserto di sabbia nera e il muschio sulle montagne

  • Altra gente impegnata coi piccoli ruscelli

  • Altra gente impegnata coi piccoli ruscelli

islanda laugavegur

Cascata lungo il percorso


Faccio qualche fotografia di rito agli altri escursionisti e via di nuovo in direzione Émstrur! Il meteo è fortunatamente migliorato, a volte esce anche il sole, spogliarsi e fare i guadi sotto la pioggia sarebbe stato alquanto fastidioso.
Il sentiero continua su questo enorme pianoro di sabbia vulcanica, dal quale fuoriescono delle grandi montagne nere ricoperte di muschio. Nell'aria c'è un forte odore di zolfo, nonostante la mancanza di fumarole o camini.
Raggiungiamo il rifugio nel primo pomeriggio, che sorge in una zona estremamente panoramica con vista sui ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull, se ve lo state chiedendo la risposta è no, non so come si pronunciano. :)
Montiamo la tenda nella piazzole vicino al rifugio e in perfetto tempismo inizia a piovere! Émstrur ha una struttura simile agli altri rifugi: piccole casette in legno separate l'una dall'altra, con i classici bagni e docce a gettoni. La particolarità è data dalla posizione, è praticamente arroccato in cima alla montagna con tutta la valle ai suoi piedi.
Dopo un ottimo risotto agli asparagi cucinato nella tenda al riparo dalla pioggia, ci trasferiamo sotto la tettoia dell'edificio che ospita i bagni (unico riparo disponibilie!) ad ammirare il panorama e sbevazzare whisky, acquistato in aeroporto in pratiche bottiglie di plastica!
L'alcool scalda, oggi oltre alla berretta posso risparmiarmi anche il piumino!

  • Il sentiero continua in un ambiente lunare

  • Intorno a noi montagne maestose

  • Il lungo sentiero attraverso il deserto

  • Altri escursionisti lungo il percorso

  • Altri escursionisti lungo il percorso

  • Altri escursionisti lungo il percorso

  • Il rifugio Emstrur

4° Da Emstrur a Þórsmörk

La fortuna è dalla nostra parte, ogni volta che ci mettiamo in cammino la pioggia cessa di cadere. Il percorso di oggi è principalmente in discesa e ci porterà a Þórsmörk, tappa finale del trekking Laugavegur.
Dopo alcuni minuti dalla partenza una serie di ponti permettono di attraversare il canyon all'interno del quale scorre un potentissimo fiume. Lo spettacolo è unico, grazie anche all'imponente ghiacciaio che spicca sulla sinistra della valle. Nell'aria si spande il classico odore di uovo marcio ed il fragore dell'acqua che scorre è assordante.
Con la presenza dell'acqua la vegetazione inizia ad essere più diffusa, infatti proprio di fianco al sentiero noto la prima pianta in 4 giorni! Iniziano ad apparire i primi arbusti e addirittura c'è un piccolo boschetto che copre parte della valle che stiamo attraversando.
A pochi chilometri dall'arrivo c'è l'ultimo guado da attraversare, il letto del fiume è piuttosto ampio quindi l'acqua rimane relativamente bassa. Sulla sponda opposta troviamo un piccolo bosco di betulle dove ci fermiamo per una breve sosta.

  • I ponti lungo il fiume

  • La valle oltre il fiume

  • Un muro di lava pietrificata

  • Il piccolo bosco, inizia la vita

  • Gli ultimi km verso il rifugio

  • Iniziano ad apparire i colori dei fiori

  • Il guado

  • Il fiume che scende verso il mare

  • Il guado

Il sentiero si addentra nella vegetazione, che ai nostri occhi appare come una vera e propria jungla, ricca di alberi, erba e fiori. Una serie di cartelli con le indicazioni per i rifugi ci fanno capire che la nostra meta non è lontana, in breve tempo infatti si apre la vista sulla valle di Þórsmörk, verdissima e ricca di vita.
Montiamo la tenda in un pianoro d'erba di fianco al rifugio Skagfjörðsskáli (chiamato anche semplicemente Þórsmörk o Langidalur), c'è un fiumiciattolo che scorre proprio di fronte e un tavolo in legno dove mangiare, l'atmosfera è molto rilassante e accogliente. In questo luogo non ci sono molte persone che pernottano, gli escursionisti solitamente prendono il bus una volta concluso il trekking, oppure partono da questo punto per fare il nostro percorso a ritroso.
Le comodità non mancano: c'è anche un negozietto dove acquistare cibo e bevande, ne approfittiamo per brindare con una birra la fine del Laugavegur. Le birre poi diventano tre e tutto è ancora più bello.
Come di consuetudine nel pomeriggio inizia a piovere e devo dire che siamo stati molto fortunati con il meteo, la visibilità è sempre stata buona e durante il trekking non ha mai piovuto.

  • La "jungla" verso Þórsmörk

  • Ci addentriamo nel bosco

  • Si apre la vista sulla valle di Þórsmörk

  • Þórsmörk

  • La meritata birra

5° Da Þórsmörk a Fimmvörðuháls

Oggi ci aspetta la parte più difficoltosa dell'intero trekking, dovremo infatti affrontare i 1000 metri di dislivello che separano Þórsmörk da Fimmvörðuháls, un'area situata fra i ghiacciai Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull. Il dislivello non è moltissimo, durante i trekking sulle mie montagne sono abituato a certe salite, il problema principale è lo zaino pesante.
Il cielo si è liberato dalle nubi ed il sole scalda l'ambiente, rimane comunque coperta la zona alta dei ghiacciai. Attraversiamo il fiume grazie a un ponte mobile in metallo, che non ispira gran fiducia, ma è l'unico modo per imboccare il sentiero che porta a Skógar. Sulla sponda opposta c'è un altro rifugio, il Básar, che si può raggiungere anche in fuoristrada, infatti la zona è frequentata da campeggiatori con tende e roulotte.
La traccia sale subito ripida sulla montagna, in alcuni punti ci sono numerosi gradini che mettono a dura prova i polpacci. L'ambiente è caratterizzato da montagne alte ricoperte di vegetazione, che non ha nulla a che vedere con i paesaggi visti in precedenza, sembra quasi una zona tropicale! Dopo i primi 500 metri di dislivello ci fermiamo a riprendere fiato e mangiare qualcosa, lo zaino si fa sentire anche perchè la pendenza è molto elevata, in pochi metri si sale drasticamente di quota.
Alcuni punti del percorso sono davvero spettacolari, in particolare un passaggio esposto in cresta, comunque sempre di livello escursionistico. In un paio d'ore raggiungiamo un pianoro roccioso con vista sui ghiacciai, purtroppo la visibilità è limitata e man mano saliamo la nuvole si impadroniscono della scena.
Qui il paesaggio cambia nuovamente, la vegetazione lascia spazio alla roccia lavica ed il colore predominante passa dal verde al nero, solo qualche chiazza di muschio sembra voler resistere alle tenebre.
Si passa su un filo di cresta in un ambiente lunare, faccio attenzione a non scivolare e qualche tratto attrezzato con catene mi aiuta nell'impresa. Inizia a piovere, c'è un vento gelido e la visibilità è molto limitata, seguendo i grossi paletti gialli ed il GPS riusciamo a non perdere la traccia. Con una tempesta di neve o con nebbia ancora più fitta il rischio di perdersi è alto.

  • Il sentiero "leopardato"

  • Lo spettacolare passaggio in cresta

  • Il ponte da oltrepassare

  • Direzione ghiacciaio

  • Particolare grotte di lava

  • Bellissimo passaggio in cresta

  • La vallata sottostante

Ci ritroviamo sul bordo di un vulcano spento, percorriamo parte della bocca camminando su piccoli frammenti di lava e in mezzo a vecchi camini, uno spettacolo nonostante il meteo avverso. Non avevo mai visto piovere in orizzontale!
Dopo qualche chilometro su neve marcia arriviamo alla deviazione per il rifugio Fimmvörðuháls (a destra), noi proseguiamo dritti perchè abbiamo prenotato il pernottamento presso il rifugio Baldvinsskáli, circa 1km più in basso. Dormire in tenda qui è un po complicato, il terreno è brullo e le condizioni meteo a volte sono proibitive, come nel nostro caso.
Il rifugio è una piramide in legno di due piani, al piano terra c'è la sala da pranzo con alcuni tavoli, fornello, stufa e taniche di acqua potabile, il piano superiore è adibito a camera da letto. In pratica ci sono una serie di materassi messi per terra e ognuno lo occupa mettendoci sopra il sacco a pelo. Io prontamente scelgo il materasso vicino alle scale, così non c'è nessuno vicino e circola un po più aria.
In breve tempo arrivano numerosi escursionisti e la sala da pranzo si trasforma in ricovero, con indumenti appesi ovunque, gente che cucina, che si scalda vicino alla stufa o gioca a carte, tutto in un'atmosfera tipicamente alpina.
Al tavolo con noi ci sono una coppia di australiani, con i quali condividiamo la serata fra discussioni quasi serie e risate.
Dimenticavo, il bagno è in una dependance a una ventina di metri dal rifugio, andarci la notte in mutande fra pioggia e vento è un'esperienza unica!!!

  • Cartelli "storici"

  • Il maltempo riduce la visuale sui ghiacciai

  • L'altopiano con particolari rocce

islanda laugavegur

Uno dei punti piu spettacolari del percorso


6° Da Fimmvörðuháls a Skógar

Pensavo di dormire male, ma in realtà ho dormito alla grande: la scelta della posizione è stata azzeccata, non faceva troppo caldo e dopo 4 notti in tenda il materasso mi è sembrato un lusso da hotel 5 stelle.
Nella sala al piano inferiore ci sono materassi ovunque e gente che dorme, probabilmente trekker arrivati in tarda serata quando già stavo dormendo. Dopo una tazza di the prepariamo gli zaini e scendiamo in direzione Skógar, il meteo è ancora pessimo, piove e le nuvole basse rendono impossibile ammirare il panorama.
Man mano scendiamo il tempo migliora e comincia ad uscire anche il sole, la vallata è caratterizzata da un grosso fiume che crea canyon e numerose cascate, la terra è coperta d'erba color verde brillante. Più ci avviciniamo alla meta e più la gente aumenta, numerosi sono i turisti che risalgano per un breve tratto la valle, giusto per fare qualche fotografia alle cascate.

  • Una delle cascate che si incontrano

  • Il rifugio la mattina

  • La valle verdeggiante verso Skógar

  • La dimensione delle cascate aumenta...

  • Duplice cascata

  • Le cascate non mancano

  • Skógafoss

Dopo circa 13km e 3h30m di cammino arriviamo alla fine del nostro viaggio, dove ci accoglie la maestosa cascata Skógafoss e un hamburger con birra islandese (Úlfur di Borg, ottima)!!
Dopo qualche ora di attesa prendiamo il bus per Reykjavik, dove la solita voce registrata mi ipnotizza e cado in un sonno profondo. Mi sveglio quando il bus si ferma alla prima sosta, la cascata Seljalandsfoss, molto particolare perchè è possibile girarci attorno tramite un sentiero scavato nella roccia.
Il viaggio dura 4 ore e finalmente arriviamo alla stazione degli autobus, riprendiamo gli zaini e andiamo alla guesthouse che dista soli 5 minuti a piedi.
Giusto il tempo di fare una doccia e subito usciamo a mangiare qualcosa, la scelta ricade su un roadhouse incontrato lunga la strada verso il centro. Do un occhio al menù e incuriosito ordino un "donut burger", mai avrei pensato che sarebbe stata una ciambella dolce con dentro la carne, accompagnata da patatine fritte, il tutto cosparso di zucchero a velo. Una merda.
Concludiamo la serata al Micro Bar, un ottimo pub con birre artigianali poco distante dal porto. Il costo di una media è di circa 10€, eh sì, l'Islanda è parecchio cara.

  • Skógafoss

  • Skógafoss

  • Skógar

  • Cascata con filtro ND

  • Particolare della cascata Seljalandsfoss

7° Laguna Blu

Dopo 6 giorni di trekking vuoi non concederti una giornata rilassante alla Laguna Blu?! Si tratta di una piscina termale poco distante dall'aeroporto di Keflavík, quindi è comodo farci un salto prima di prendere il volo di rientro. Non è naturale ma è costruita, l'acqua calda viene incanalata in questa immensa struttura ricavata all'interno di una colata lavica. E' molto spettacolare e se siete appassionati di centri benessere vale la pena farci un giro.
Oggi il clima è il peggiore di tutto il viaggio, stare nell'acqua calda a sorseggiare birra, mentre piove e soffia un vento gelido è alquanto rilassante!
Per raggiungere la laguna ci sono navette dall'aeroporto oppure dalla stazione BSI, il biglietto va acquistato in anticipo online ed è possibile prenotare contemporaneamente anche i trasferimenti. In loco c'è un servizio di noleggio accappatoio/salviette, ma io consiglio di portarvi le vostre perchè ovviamente conviene. E' possibile lasciare zaini e bagagli ingombranti presso il parcheggio della spa, c'è un edificio con anche bagni e sala d'attesa.
Rilassati e rigenerati andiamo in aeroporto a prendere l'aereo che ci riporterà in Italia.
Sito della laguna blu

islanda laguna blu

La laguna blu


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