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Laos

DORMIRE IN UN VILLAGGIO DEL LAOS

di Fabrizio Paravisi - Ultimo aggiornamento: 2017-08-10

Introduzione

Prima di lasciare il piccolo villaggio di Huay Bo, nel nord del Laos, avevo promesso a Kee che lo avrei aiutato a pubblicizzare la sua homestay. Lui non ha alcun modo di farsi pubblicità: l'unico mezzo di comunicazione è il telefono cellulare che ricarica usando dei pannelli solari. Eh si, lì non c'è elettricità, non c'è internet, non ci sono autobus e ci si sposta a piedi o in moto.
Il villaggio si trova fra le montagne vicino a Muang Ngoy, a circa 90 minuti a piedi. Per arrivarci bisogna anche guadare un piccolo fiume. La maggior parte dei turisti si ferma al paese principale, che si raggiunge "comodamente" in barca, senza esplorare il territorio circostante. Ovviamente non tutti sono disposti a camminare per ore in un territorio sconosciuto, se succede qualcosa poi che si fa? Io non c'ho pensato due volte, sono partito da solo e ho visitato alcuni villaggi della zona, camminando per chilometri. Non avrei potuto fare una scelta migliore.
Se non vi dispiace dormire in una capanna, senza acqua, senza bagno, senza elettricità; se volete vedere il vero Laos, vivere un'esperienza unica e indimenticabile... allora continuate la lettura.

  • Paesaggio lungo uno dei sentieri fra le montagne di Muang Ngoy

  • Paesaggio lungo uno dei sentieri fra le montagne di Muang Ngoy

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Come arrivare

Muang Ngoy

Come prima cosa bisogna raggiungere Muang Ngoy, un villaggio lungo il fiume Nam Ou nella provincia di Luang Prabang. Di seguito le tappe nel dettaglio:

  • Luang Prabang -> Nong Khiaw (3h), minivan prenotato in agenzia a LPB, costo: 70.000 Kip (con ritiro in hotel), partenza ore 9:00. La corsa finisce alla stazione degli autobus appena fuori Nong Khiaw, potete proseguire a piedi (15 minuti) oppure pagare un tuctuc.
  • Nong Khiaw -> Muang Ngoy (1h), slow boat biglietto da prendere al molo, costo: 25.000 Kip, partenza ore 11:00

I biglietti per il minivan si posso acquistare a Luang Prabang, in una delle numerose agenzie di viaggio che si trovano su Sisavangvong Road.
Per il pernottamento a Nong Khiaw ci sono diverse strutture, la maggior parte si trovano oltre il ponte in direzione est.
Il viaggio in barca per Muang Ngoy dura circa 1 ora e la tratta è frequentata anche da molti locali. La biglietteria si trova nei pressi del molo ed è aperta tutti i giorni, a questo link la posizione in google maps.

Villaggi nella foresta di Muang Ngoy

I villaggi si raggiungono esclusivamente a piedi. La gente del posto utilizza anche le moto ma per i turisti non c'è alternativa. I bambini percorrono quei km tutti i giorni per andare a scuola, andata e ritorno, quindi non lamentatevi e godetevi la passeggiata!

Sbagliare strada è difficile perchè il percorso è battuto e segnalato nei pressi delle deviazioni. In ogni caso consiglio vivamente di installare l'applicazione "MAPS.ME", permette di scaricare le mappe offline e tutti i sentieri di questo articolo sono tracciati. Consiglio inoltre di portare una batteria esterna per ricaricare il cellulare, io utilizzo questa.
Più avanti spiegherò nel dettaglio il percorso.

Consigli e informazioni

Dove dormire a Muang Ngoy

Ci sono moltissime strutture in cui pernottare, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Al vostro arrivo al molo è probabile che ci sia qualcuno del posto pronto ad aspettarvi, per proporvi una camera dove dormire. Io ho pernottato presso il "Ning Ning resort", ci sono bungalow economici a 50.000 kip a notte oppure camere più lussuose a circa 200.000 kip a notte. C'è un bel ristorante con vista sul fiume e wifi gratuita, il luogo è molto rilassante e tranquillo.
Basta fare un giro a piedi per il villaggio e valutare di persona il posto che preferite, concordando il prezzo. Come ho già spiegato nel diario principale non utilizzate booking, pagherete il doppio rispetto a farlo in loco.

Dove lasciare il bagaglio durante il trekking

Se volete dormire in uno dei villaggi fra le montagne avete due possibilità per quanto riguarda il bagaglio: portarlo con voi oppure lasciarlo a Muang Ngoy.
Se dormite una notte a Muang Ngoy potete chiedere al proprietario se vi tiene il bagaglio per i giorni in cui state nei villaggi, in alternativa c'è un servizio di baggage storage sulla via principale.

Locker Muang Ngoy

Un negozio che funge da locker sulla via principale di Muang Ngoy

Cosa portare

Di seguito le cose da portare con voi se decidete di dormire in un villaggio, alcuni accessori valgono anche per il solo trekking in giornata.

  • Abbigliamento: pantaloni da trekking (io uso sempre quelli che si separano e diventano pantaloncini), kway, scarpe comode, cambio di indumenti secondo le vostre esigenze
  • Infradito o sandali: utili per guadare il fiume e per lavarsi
  • Set da bagno: spazzolino, dentifricio, sapone, salvietta... insomma le solite cose
  • Torcia elettrica: per la notte è molto utile, io in viaggio mi porto sempre questa perchè non necessita di batterie. Basta ruotare qualche secondo la manovella e la luce dura per diversi minuti. Se volete usare il cellulare, come torcia o navigatore, ricordatevi di portare una batteria esterna.
  • Repellente per insetti: in questo articolo ho inserito alcune informazioni a riguardo
  • Gel disinfettante: per pulire le mani, tipo amuchina e similari. Consiglio di portare anche le salviettine disinfettanti, è importante disinfettare bene un'eventuale ferita e coprirla con un cerotto. Farmaci a vostra discrezione.

Il resto direi che è superfluo, in loco si trovano cibo e acqua.

Huay Bo

Come arrivare a Huay Bo

Huay Bo è uno dei piccoli villaggi che si trovano fra le montagne di Muang Ngoy. Per arrivarci bisogna seguire la strada sterrata che parte dalla periferia del paese e sale verso nord. La strada è battuta da locali in motorino o a piedi, si cammina agevolmente ma c'è parecchia polvere. In centro paese ci sono alcuni cartelli che indicano il percorso ma comunque è impossibile sbagliare, è l'unica via percorribile, in caso chiedete informazioni: basta dire "huay bo" e i gesti funzionano sempre!
Il primo punto di riferimento è Tham Kang Cave, si raggiunge dopo circa 30 minuti di cammino (2,5km). Si tratta di alcune grotte alla base di una parete rocciosa, all'interno delle quali scorre un torrente. Nelle vicinanze ci sono alcune capanne in legno e un chioschetto dove comprare acqua e dolciumi.

  • La strada che parte da Muang Ngoy

  • Ponte a Tham Kang Cave

  • Ponte a Tham Kang Cave

  • Bimbi su tuffano nell'acqua ai piedi delle grotte

Sentiero fra le risaie

Dalle grotte si prosegue per altri 15 minuti fino ad incontrare il sentiero per Huay Bo che si dirama sulla destra, un cartello indica la via.
Si incontrano due piccoli torrenti utilizzati per irrigare le risaie che si guadano facilmente a piedi nudi, meglio comunque usare sandali o infradito. Si apre di fronte un vasto pianoro che ospita le risaie, lo si supera camminando sugli argini di terra che nel mio caso erano ancora secchi.
La traccia non è molto chiara e bisogna improvvisare, in ogni caso basta proseguire dritto fino agli argini del fiume successivo. Una volta raggiunto bisogna trovare il punto in cui il letto si allarga e parte la strada sterrata che conduce a Huay Bo. Di solito c'è sempre gente che lavora e potete quindi chiedere indicazioni. Superato l'ultimo guado si segue l'evidente strada sterrata che conduce fino al villaggio.

Villaggio Huay Bo

Si cammina sugli argini delle risaie incolte

  • Contadini che piantano il riso, tutto viene fatto a mano

  • Primo guardo, l'argine è lontano ma se non fosse scivoloso e pieno di melma si potrebbe tentare il salto... meglio di no

  • Secondo ruscello, si attraversa passando sulle rocce

  • Ultimo guado prima del villaggio

Passando per il villaggio Na-Kang

Anzichè passare attraverso le risaie, percorso più pittoresco, è possibile ignorare la prima deviazione e proseguire lungo la strada sterrata in direzione Na-Kang. Rispetto al percorso precedente questo risulta più lungo, inoltre bisogna affrontare un lieve dislivello. Si incontra un piccolo ponte che bisogna attraversare, si ignora la deviazione per Ban Hoy e si prosegue lungo la strada sterrata che sale ripidamente.
Una volta raggiunto il villaggio bisogna individuare il guado che porta alla strada per Huay Bo, chiedete indicazioni se non trovate la via: dite "Huay Bo" e loro capiranno! A Na-Kang c'è un piccolo bar dove bere e mangiare qualcosa, inoltre c'è una sorta di homestay dove dormire, ma consiglio di pernottare a Huay Bo oppure a Ban Hoy.

Dove Dormire

Potete dormire presso la homestay di Kee al costo di 10.000 Kip a notte, il numero per contattarlo è +85620 22665447. Nella casa di fronte ho visto che c'era un altro cartello homestay ma senza numero e altre info.

Il villaggio

Entrare per la prima volta in un villaggio tradizionale laotiano è stata un'esperienza meravigliosa, per diversi motivi. In un viaggio, i luoghi che rimangono nel cuore, sono quelli in grado di regalare molteplici sensazioni ed emozioni. Emozioni forti e magari contrastanti: paura, compassione, stupore, gioia... più sono le emozioni e più il luogo rimane impresso nella memoria. Almeno per me è così.
Uno di questi luoghi è senza dubbio Huay Bo. Il villaggio è immerso nel verde della foresta, al cospetto di una grande montagna. Nei dintorni ci sono un piccolo torrente ed alcune risaie che vengono coltivate dagli abitanti. Le case, palafitte di legno e bamboo, sono disposte in file parallele e orientate per lungo nella stessa direzione. Non c'è pavimentazione e si cammina sul terreno nudo. Animali e persone condividono i medesimi luoghi: camminando si incontrano polli, maiali, mucche e cani che scorrazzano liberamente.
Non c'è elettricità e acqua corrente nelle case, i bagni sono pubblici e posti in piccole cabine di legno in mezzo al villaggio. Ci sono diverse fontane utilizzate per svariati scopi: lavare i vestiti, utensili e anche per rinfrescarsi.
L'impatto iniziale è scioccante, è un modo di vivere completamente diverso da quello occidentale, primitivo e molto semplice; la tecnologia si limita all'uso dei telefoni cellulari (pochi e non smart). Inizialmente mi sono sentito triste e nutrivo un sentimento di compassione nei loro confronti, inoltre avevo l'impressione di essere fuori luogo e di far loro un torto scattando fotografie. In realtà sono bastati i sorrisi delle persone a farmi cambiare idee ed emozioni. Loro non sono tristi, sono felici di vivere così. Me l'ha confermato anche Kee, che gestisce una piccola homestay con ristobar nel villaggio.
Ha sempre lavorato nelle sue risaie, di recente ha venduto alcuni terreni e ha investito dei soldi per la homestay. Ha acquistato qualche bel tavolo in legno, dei piccoli pannelli solari per raffreddare le bevande e ha sistemato la struttura. Mi confessa però che preferisce lavorare nei campi, gli piace molto e mi mostra con fierezza i calli che ha sulle mani.

  • Una bimba lava i panni in una fontana del villaggio

  • La strada che porta al villaggio

  • Montagna e risaie

  • Alcune case del villaggio

  • Tipica casa in bamboo

  • Una delle viuzze

  • Una delle case costruite quasi completamente in bamboo

  • Il ristorante della homestay

  • Piatto con germogli di bamboo

La moglie mi ha cucinato un piatto di germogli di bamboo cotti insieme and altre verdure, una delizia. La madre mi ha mostrato come funziona il telaio a mano, costruito completamente da loro in legno. Per tessere una pashmina ci vogliono due settimane di lavoro. Non ho potuto far altro che comprarne una, al costo di circa 5$.
Sotto alcuni punti di vista vivono meglio di noi, hanno qualcosa che noi stiamo perdendo: il tempo. Hanno tempo per stare con i figli, hanno tempo per rilassarsi su un'amaca, hanno tempo per cucire una pashmina in due settimane. I più felici sono i bambini perchè possono correre ovunque e divertirsi liberamente con il poco che hanno. C'è chi costruisce delle macchinine con la frutta, chi si butta nel fiume e chi accudisce i fratelli più piccoli.
In ogni villaggio c'è una piccola scuola dove studiano i bambini più piccoli, equiparata alle nostre elementari. I più grandi devono recarsi ogni giorno alla scuola che c'è a Muang Ngoy, percorrendo 13km a piedi o in motorino.
Sempre a Muang Ngoy c'è un piccolo ospedale che è l'unico supporto medico della zona. Credo che la carenza di strutture sanitarie (e di qualità) sia uno dei problemi principali per gli abitanti del Laos. Come ho indicato nel diario principale, è meglio sottoscrivere un'assicurazione sanitaria prima di partire.

  • Al lavoro sul telaio a mano

  • Dettaglio del telaio

  • Dettaglio del telaio

  • Dettaglio del telaio

Ban Hoy

Come arrivare a Ban Hoy

Il percorso è in parte lo stesso indicato in precedenza: si superano le grotte Tham Kang Cave e si arriva al piccolo ponte in legno lungo la strada per Na-Kang. Si attraversa il ponte e si seguono le indicazioni su un albero "Ban Hoy Village". Nella prima parte il sentiero attraversa un piccolo bosco ed alcune risaie, infine sbocca su un'ampia strada sterrata che porta fino al villaggio. Questo trekking è più impegnativo del precedente in quanto bisogna affrontare un dislivello maggiore.

  • Una delle case all'inizio del villaggio

  • Tipiche palafitte

  • Animali e persone condividono lo stesso spazio

  • La fontana al centro del villaggio

  • In giro per il villaggio

  • I bambini sanno già usare le sciabole

Dove dormire

C'è una homestay e un paio di "ristoranti" dove acquistare acqua e del cibo frugale, al mio arrivo avevano solo frutta. Il numero della homestay scritto sul cartello è questo: 0309165696, credo vada aggiunto il prefisso internazionale.

  • Il "lao lao" distillato di riso

  • Una viuzza del villaggio

  • Un telaio molto artigianale

Il villaggio

Rispetto a Huay Bo questo villaggio sembra ancora più rustico, forse perchè più difficile da raggiungere, o forse semplicemente perchè è più piccolo. Il primo edificio che si incontra sulla sinistra è la scuola per i bambini, c'è una piccola cassetta in legno dove fare una donazione. Più avanti, sempre sulla sinistra, c'è una sorta di bar dove rifocillarsi, mentre sulla destra si estende il resto del villaggio. Anche qui tutti gli edifici sono costruiti in legno, la maggior parte sono palafitte, per proteggersi dall'acqua durante la stagione delle piogge. Inoltre la parte sotto della capanna serve a proteggere il materiale e funge da riparo dal sole per animali e.. bambini! E' proprio sotto una casa che ho incontrato un gruppo di ragazzine, giocavano con altalene ed amache fissate al pavimento della casa sovrastante. Mi sono fermato qualche minuto con loro a scattare fotografie.
Al bar ho mangiato un'ottima ananas tagliata al momento dalla signora che gestisce il posto, la quale mi ha offerto un paio di bicchieri di "lao lao", che è un liquore ottenuto con la fermentazione del riso. Con me al tavolo si sono uniti due signori del posto, uno parlava qualche parola di inglese e siamo rimasti per un po a chiacchierare. L'altro invece ha appeso una rete da pesca sulla parete e con nonchalance ha mollato un peto. :D . Come un vero attore ho finto completa indifferenza, ma dentro di me avrei voluto scoppiare a ridere!
Le gente del posto è in generale ospitale e gentile, mi sono sentito a casa. E' stata una delle esperienza più affascinanti fra quelle vissute durante i miei viaggi, soprattutto per merito dei laotiani.

  • Bimbi si divertono sotto una palafitta

  • Due bambini mi "scortano" lungo il sentiero del ritorno

  • Giocano con le loro macchinine rudimentali

  • Le ruote sono dei frutti incisi col coltello

  • Ogni tanto bisogna fermarsi per i pit stop

  • Ogni tanto bisogna fermarsi per i pit stop

Villaggi Muang Ngoy

Temporale in arrivo. Ripercorro i miei passi lungo il sentiero, che si vede al centro della foto.
Devo scendere lungo la valle ai piedi della montagna, superarla e proseguire a destra.

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